"SWITCH, le buone prassi di un social network creativo"

 

Ciao Anto parlaci di Switch! Quando e come nasce?

Switch nasce nel 2006 all'interno di un progetto Europeo finanziato dal FSE (Fondo Sociale Europeo). L'idea del progetto era quella di creare un Agenzia che promuovesse l'intrattenimento di qualità, sia dal punto di vista dei contenuti che delle modalità con cui organizzava e promuoveva eventi e reti sociali di partecipazione. Il gruppo iniziale si è costituito grazie alla partecipazione di un gruppo di operatori di strada provenienti dalle esperienze più sperimentali e avanzate sul territorio toscano e da un pezzo consistente del movimento "netwip.org" (quello che ha lanciato e promosso le prime edizioni della 72h di resistenza (2002-2004) e che poi è confluito nell'elettro+ (2004-2006).


Quale è la sua mission?

La mission è sempre stata quella di raggiungere standard professionali nello svolgimento delle proprie attività, pur mantenendo un alto grado di coinvolgimento e di partecipazione dei frequentatori e dei "fomentatori" della vita notturna e dei movimenti underground.


Creative - Urban - Social - Ecologic, ambiti indipendenti di progettazione ma allo stesso tempo compatibili, ce li declini?

In realtà questi ambiti di lavoro sono emersi dalle inclinazioni e dalle attitudini delle persone che hanno costituito l'associazione.

Creative si riferisce alle tendenze più sperimentali e tecnologiche a cui abbiamo dato spazio in ambienti un po' più raffinati, come la Strozzina, Le Murate o il Festival della creatività; da quella divisione sono emersi talenti che oggi lavorano negli istituti più all'avanguardia in Olanda o in Germania, o musicisti che collaborano con le principali etichette Berlinesi.

Urban è la strada da cui veniamo, un ambito che ha prodotto una miriade di iniziative in questi anni fra jam di writing, breack dance, block party e – più recentemente - la rassegna Local Heroes, che da 3 anni, tutti i santi giovedì, spinge la scena hip hop locale e regionale.

Social ed Ecologoic più che ambiti di lavoro sono attitudini nell'organizzazione delle attività e nella produzione di eventi: un attenzione particolare alla riduzione dei consumi, di qualsiasi genere, siano essi di sostanze legali o illegali, come di sostanze inquinanti.. L'ecologia è un concetto che si applica sia all'ambiente in cui viviamo, sia al nostro corpo e alla nostra mente.. sia all'idea di consumo degli spazi e dei tempi della città.


Come è cambiato il divertimento notturno negli ultimi anni?

In meglio. Grazie a noi. Battute a parte credo che il volume di iniziativa che ha prodotto il nostro network abbia avuto un impatto sensibile sulla qualità e la quantità di iniziativa. Non solo per il nostro impegno diretto, ma anche per quella che ha prodotto - diciamo - "di riflesso". Negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente gli ospiti di caratura internazionale invitati nei club e nei festival, spazi fino a qualche anno fa pensati e calibrati su una frequentazione turistica e commerciale si sono aperti a sonorità e a gruppi di promoter assolutamente alternativi e maggiormente di ricerca. Questo perchè sono cambiati i giusti del pubblico più giovane e soprattutto perchè è finalmente caduta l'ideologizzazione per cui "l'alternativo" o sta in piazza o sta al centro sociale: oggi moltissimi club "devono" ospitare musica di qualità e stili meno commerciali perchè il pubblico spinge e vuole questa musica ed ha il diritto di fruire di spazi attrezzati e con alti standard tecnici e di servizi.


Quali le prassi che secondo voi andrebbero sperimentate anche da parte delle amministrazioni per ridurre i rischi legati al loisir e quali già applicate all'interno dei vostri eventi?

Il lavoro più importante è sempre culturale. I gestori dei club e gli organizzatori devono capire, e se necessario devono essere costretti a capire, che il loro lavoro implica delle responsabilità e dei servizi. Come in tutti i settori. Non si può pensare solo a massimizzare il profitto e poi scaricare migliaia di giovani in strada dopo aver servito l'ultimo shottino.. Il concetto di chill-out non è semplicemente uno spazio attrezzato, ma l'idea basilare che dopo un momento "hipe", c'è bisongo di decompressione, di tornare nei parametri di sicurezza per se e per gli altri. L'amministrazione purtroppo alterna iniziative che vanno in questo senso con strette repressive (anche sui locali) che vanificano ogni sforzo virtuoso.


Parlaci di Multiverso, uno spazio tutto nuovo all'interno della Firenze rinascimentale e di questo connubio Switch-Gold?

Con Multiverso un pezzo importante del nostro network sta facendo un passaggio che in fin dei conti è anche generazionale. Per diversi anni abbiamo dato il massimo pensando prima al senso, all'innovazione e al cambiamento della nostra città, quasi sempre senza avere remunerazione per il nostro lavoro. Adesso stiamo mettendo a valore l'esperienza e la professionalità acquisita per vivere del nostro lavoro. Ovviamente diamo sempre la priorità a progetti interessanti e con valore sociale e culturale, ma per avere una sostenibilità come azienda dobbiamo svolgere tutti i servizi che il mercato richiede. La scommessa è quella di tirare su una nuova generazione di switchers che continui a gettare il cuore oltre l'ostacolo e lo spazio e gli strumenti di cui si è dotato Multiverso potranno essere uno strumento anche per loro.


Colgo l'occasione per fare un appello: nel mese di Aprile si svolgerà l'assemblea annuale dei soci e si riapre il tesseramento, informatevi su switchproject.net e partecipate.. Se credete di essere all'altezza.. ;)


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